Chi siamo

 

Non sono nessuno. Mi chiamo Claudio Bello, 41 anni suonati, e non ho alcun merito da attribuirmi. Sono un onesto lavoratore, ho una splendida famiglia formata da mia moglie Marcella e dai miei due bellissimi figli Samuele (quasi 8 anni) e Camilla (quasi 4). Da quando ero adolescente ho sempre guardato innamorato il mondo della radio, dei palchi e di tutto ciò che mi potesse portare ad avere un microfono nel quale parlare, ridere e divertirmi. Sono del segno del toro e questo fa di me una persona testarda e che non sopporta le ambiguità. Amo programmare tutto nella vita ma per contro adoro anche l’adrenalina dell’improvvisato del vivere al momento come forma di ribellione verso un mondo che ci vuole sempre pronti. Sono polemico, ma ci metto il cuore anche nel rompere le palle e questo fa di me una persona senza mezze misure; o ti amo in modo incondizionato oppure ti odio con tutto me stesso ed a quel punto è la fine. La prima impressione per me vale tantissimo e difficilmente mi sbaglio e ritorno sui miei passi, quelle poche volte che lo faccio è per persone per le quali effettivamente ne vale la pena. Sono disordinato come pochi ma come tutti i disordinati trovo sempre quello che cerco a meno che qualcuno non abbia deciso arbitrariamente di mettere “ordine” nel mio disordine. La passione per la musica la devo in parte a mio fratello che da quando avevo 11 anni mi ha fatto ascoltare i giganti della musica internazionale come i Pink Floyd, gli Abba, i Queen, i Beatles, Billy Joel ma anche quelli meno conosciuti come i Kim and the Cadillacs. Per non parlare dei miti nostrani da Roberto Vecchioni a Franco Battiato a Concato senza tralasciare Zucchero, Venditti e Lucio Battisti. Ho arricchito la mia cultura musicale amatoriale ascoltando Guccini, De Gregori, Celentano e Mina (grazie ai vinili di mio padre). La passione per la musica ebbe origine a quell’età quando, mi mettevo la sveglia alle 5 del mattino per guardare l’alba dalla finestra della mia camera con le cuffie che mi facevano viaggiare al ritmo di “On the turning away”. Mi ritengo molto fortunato ad aver visto dal vivo l’ultimo concerto degli ultimi Pink Floyd. Non amo le mitizzazioni e cerco sempre di rimanere con i piedi per terra. Non ho altro da dirvi, non aspettatevi una biografia perché quelle le fanno le persone famose, mica gli speaker da quattro soldi. Restate sintonizzati e….
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Sono Lilia Maffei, ho 39 anni e sono galatinese purosangue! Sono una persona “normale” come tante, a parte la mia irrequieta voglia di cambiare, che mi rende perennemente alla ricerca di quel qualcosa che non ho ancora trovato!! Sono complicata, lunatica, indecisa e mi stanco facilmente, perciò in continua lotta col mio stato di coscienza. Per molti sono irritante e impertinente. in realtà sono solo sfrontata e libera di essere me stessa, non giudico e me ne sbatto di chi affibbia etichette. Non sopporto tutto ció che è convenzionale, i pregiudizi, le formalità, l’ipocrisia, i bancomat fuori servizio e la gente che fa l’applauso dopo l’atterraggio!!! Odio il romanticismo anche se poi mi perdo dentro un abbraccio, mi affeziono facilmente e donerei il cuore per quelli a cui voglio bene. Mi innamoro ogni giorno, non delle persone ma delle situazioni. Non conosco le tonalità intermedie, il tiepido per me non esiste, o è fuoco o niente. Amo viaggiare e ho una passione sfrenata per Frida Kahlo, per la sua straordinaria ed esasperata vita. La musica da sempre rappresenta una costante esistenziale. Mi piace avere una canzone speciale per ogni avventura o esperienza fatta come un profumo che anche dopo tanti anni, quando lo senti per strada, ti riporta in un luogo che ti ha fatto battere il cuore. Negli anni 80 amavo Madonna e collezionavo i suoi poster mettendo in croce i miei genitori per non perdere neanche un numero del settimanale “Cioè”. Con i Mondiali di Italia ’90 ho scoperto Gianna Nannini, che con Bennato ci ha fatto sognare “notti magiche inseguendo un goal…” Ballavo i lenti col gioco della “spazzola” sotto gli scantinati dei miei amici e, nella speranza di capitare col ragazzo che mi piaceva, mi avvinghiavo a chi capitava sulle note di “Wind of change” degli Scorpions o “Carrie” degli Europe sognando amori impossibili.
“The spaghetti incident” dei Guns N’ Roses ha segnato la parentesi più magica della mia adolescenza, facendomi prendere consapevolezza del mio “rock interiore”. Poi c’è stata la fase acutissima degli Articolo 31 in cui cantavo a squarciagola “Maria Maria” (chi non l’ha fatto???…) RAF, Alex Britti, De Gregori, Franco Califano e l’intramontabile Vasco. Terminata la maturità in ragioneria, ho provato a studiare giurisprudenza… ma semmai avessi completato gli studi, sono certa che sarei diventata un avvocato delle cause perse avversa come sono ai compromessi e alle ingiustizie! Così a 20 anni ho mollato l’università e sono fuggita a Londra, dove ho conosciuto anche un mondo musicale meraviglioso da Nina Simone a Janis Joplin, da Etta James, Elvis e i Creedence Clearwater Revival, ai Radiohead e Bob Marley. Dagli Aerosmith, i Metallica e i Rolling Stones ai Pink Floyd e Jimi Endrix. Gli U2 e i R.E.M. rappresentano, ad esempio, la colonna sonora della mia esperienza in Inghilterra, la vera rivoluzione dentro me stessa, e restano inoltre due dei concerti in assoluto più emozionanti della mia vita. Adoro anche artisti più contemporanei, come i Muse, Ben Harper e la compianta Amy Winehouse. Insomma, amo la musica, la buona musica, ma pur essendo una “rockabilly”, provo un’attrazione indomabile per il blues e l’R&B, che mi hanno rapito l’anima e reso gitana. Ho vissuto 7 anni a Pescara e nel 2009 il richiamo delle radici mi ha riportato in “patria”; lavoro a Brindisi ma vivo a Galatina con mio figlio Filippo di 10 anni, che è il vero valore aggiunto alla mia vita, l’altro lato della medaglia, il risvolto positivo, il bicchiere mezzo pieno… colui che ha dato un senso alla mia vita, persino alle mie “scelte sbagliate”. Capi saldi esistenziali, la mia famiglia, il mio compagno e le mie amicizie, poche ma vere, per le quali non esiste tempo né distanza. Ok… questa sono IO, vi saluto con una citazione, a me cara, di Amy Winehouse che, come molti dei suoi testi, mi rispecchia alla perfezione mettendomi a nudo davanti a me stessa. “Fumo troppo, mi faccio troppi viaggi e ho l’abitudine di correre scalza dietro ai sogni. A volte amo troppo, a volte troppo poco e non riesco a chiedere scusa. Credo in cose troppo grandi, ma ci credo troppo, con tutta me stessa. Non amo le mezze misure, le mezze persone ed esagero troppo. Forse non vivo come si dovrebbe, ma vivo fino al limite. Forse non riuscirete mai a capirmi e ci sono abituata. Ma sapete non ho mai amato le regole, figuratevi le eccezioni”.